SI Cobas Napoli

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🔥🔥🔥 SCIOPERO GENERALE A NAPOLI: una grande giornata di lotta e di unità di classe!!!Da stamane centinaia di lavoratori, ...
29/05/2026

🔥🔥🔥 SCIOPERO GENERALE A NAPOLI: una grande giornata di lotta e di unità di classe!!!

Da stamane centinaia di lavoratori, disoccupati, attivisti e solidali hanno risposto alla chiamata in piazza del SI Cobas, Cub, SGB, centro culturale Handala Ali, disoccupati 7 novembre e Cantiere 167 Scampia.

Il presidio indetto a prima mattina presso l'autorità Portuale ha raggiunto l'obiettivo di essere ricevuto in delegazione dal presidente, dott. Eliseo Cuccaro, al quale abbiamo denunciato il carattere ritorsivo e antisindacale dei licenziamenti alla Logiport di Salerno e alla De Luca di Napoli, rappresentando come essi siano il frutto delle battaglie che come SI Cobas portiamo avanti da anni su tutti i Terminal Campania per la tutela della salute e della sicurezza degli operai.
Il presidente Cuccaro ha dato la sua disponibilità ad approfondire la questiona e ad esaminare l'ampia documentazione che al riguardo abbiamo prodotto in questi mesi.
All'incontro unitario (presente anche una delegazione della Freedom Flottilla Italia che è in queste ore a Napoli e del FGC, nonché il deputato 5 stelle Dario Carotenuto di ritorno dai lager dell'Idf come componente della Sumud Flottilla) abbiamo poi affrontato il tema, finora eluso e silenziato da tutte le istituzioni locali e nazionali con in testa il governo Meloni, del ruolo dei Terminal campani nel traffico e nel rifornimento di armi verso lo stato coloniale e genocida di Israele, dunque la complicità oggettiva e attiva dei grandi terminalisti (in primis MSC) nel massacro del popolo palestinese.

Su tale questione le risposte di Cuccaro sono state decisamente più elusive, a riprova del muro di gomma esistente in Italia e in Europa sulla questione palestinese e soprattutto sui crimini del sionismo (non solo del boia Netanyahu...).

Il presidente ha comunque dato la sua disponibilità ad approfondire la questione in successivi incontri.

Terminato l'incontro, il corteo si è mosso in direzione degli uffici della Grimaldi, gruppo che detiene il controllo di Logiport e quindi responsabile del licenziamento di Ciccio e, indirettamente, di Giuseppe e Salvatore per la De Luca, poi all'esterno della sede di MSC e infine in piazza Municipio, dove i disoccupati 7 novembre e Cantiere 167 Scampia hanno portato la loro rabbia a seguito degli ennesimi intoppi burocratici nell'avvio dei tirocini formativi che dovevano partire stamane.

Grazie alla determinazione e alle proteste della piazza abbiamo strappato un incontro in tempo reale con i dirigenti della Grimaldi al termine del corteo, nel mentre i disoccupati sono saliti in delegazione al comune.

Alla Grimaldi, dopo aver illustrato dettagliatamente la dinamica dei fatti e le cause reali dei licenziamenti, abbiamo chiarito che non accetteremo mai queste rappresaglie, e se non vi sarà il ritiro immediato dei licenziamenti, siamo pronti a bloccare sia il porto di Napoli che quello di Salerno.

Al comune, i disoccupati dopo essere stati in presidio fino al primo pomeriggio sono riusciti
a strappare una nota in cui l'amministrazione garantisce la risoluzione immediata delle problematiche burocratiche per tutti i tirocinanti, e quindi l'avvio reale di un progetto frutto di oltre un decennio di dura lotta.

Atteggiamento scandaloso ed evasivo da parte del comune e del sindaco di Napoli, invece, rispetto alla richiesta di incontro formulata unitariamente dai promotori rispetto alla complicità dell'amministrazione nelle attività di partnership culturale con lo stato di Israele: la delegazione non è stata ricevuta, a riprova della complicità dell'amministrazione Manfredi con le politiche genocidiarie del sionismo.

Il dato importante è che oggi in piazza vi fossero lavoratori di svariate categorie, dai portuali ai lavoratori della logistica, dai metalmeccanici ai lavoratori delle ditte di appalto nella sanità alle prese con una lunga battaglia per porre fine al ricatto e alla miseria del CCNL Multiservizi: questi ultimi, contemporaneamente al corteo, erano stamani davanti all'ospedale Santobono in un presidio lanciato dai compagni di SGB.
Ciò è segno inequivocabile che le politiche guerrafondaie, l'inflazione galoppante e lo stato di polizia contro le lotte sindacali e sociali, stanno producendo un primo, per quanto ancora parziale, risveglio dei lavoratori.

Questa giornata conferma che l'unità di lotta e di piazza è capace di abbattere qualsiasi muro di silenzio e di omertà.
Lo sciopero di oggi, partendo dalle rivendicazioni generali come il no alla guerra e all'economia di guerra, la denuncia del colpo di mano operato dalla commissione di garanzia col tentativo di estendere la legge 146 in tutto il comparto della logistica, la rivendicazione di aumenti salariali generalizzati e immediati e il sostegno alla resistenza del popolo palestinese contro il genocidio, ha declinato queste parole d'ordine con alcune delle principali vertenze operaie e proletarie in corso a Napoli.

Ora si tratta di proseguire sulla strada dell'unità di classe e rilanciare con la lotta le istanze sindacali, sociali e politiche poste all'ordine del giorno dello sciopero di oggi.

Solo la lotta paga!
Uniti si vince!

SI Cobas Napoli, Caserta e Salerno
CUB
SGB
Centro Culturale Handala Ali di Napoli
Freedom Flottilla Italia
Movimento di lotta- disoccupati 7 novembre
Cantiere 167 Scampia
FGC
TIR Napoli
Link Napoli
Uds Campania

🔥🔥🔥 VENERDÌ 29 MAGGIO È SCIOPERO GENERALE!!!Gli effetti dell'economia di guerra e la corsa al riarmo si abbattono in man...
27/05/2026

🔥🔥🔥 VENERDÌ 29 MAGGIO È SCIOPERO GENERALE!!!

Gli effetti dell'economia di guerra e la corsa al riarmo si abbattono in maniera sempre più violenta sulle condizioni di vita dei proletari.
Mentre i rincari dovuti al conflitto in medioriente falcidiano il potere d'acquisto dei salari e delle pensioni, il Governo Meloni da un lato regala nuovi sgravi alle imprese con la truffa del decreto 1 maggio, dall'altro inasprisce le norme da stato di polizia: decreti sicurezza a raffica, violenze e abusi di polizia contro chi dissente, attacco frontale al diritto di sciopero con l'estensione della Legge 146/90 nell'intero settore della logistica.

Intanto l'arroganza e i soprusi padronali non conoscono limiti: forti dell'aperto sostegno governativo e delle forze dell'ordine, le aziende impongono ai lavoratori condizioni sempre più schiavistiche, con salari da fame e una violazione pressoché sistematica dei diritti e delle tutele sulla salute e sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

I licenziamenti avvenuti in questi giorni nei porti di Napoli (alla De Luca) e Salerno (alla Logiport - Grimaldi) a danno di un delegato e due iscritti SI Cobas, è la punta dell'iceberg di un sistema diffuso di prevaricazioni, ritorsioni e rappresaglie antisindacali contro chiunque alza la testa per fare valere i propri diritti e i propri interessi di classe: un sistema che, come dimostra la vicenda dei licenziati GLS-TEMI di Napoli, è ancora più diffuso nel sud Italia, dove il ricatto dei licenziamenti e della disoccupazione di lunga durata rende più difficile ribellarsi, ma dove d'altra parte l'esperienza vincente dei disoccupati 7 novembre e 167 Scampia ha dimostrato la possibilità e la praticabilità di una lotta per sottrarsi a un presente e un futuro di miseria, di lavoro nero e di precarietà a vita.

Venerdì 29 maggio, in concomitanza con l'arrivo della Freedom Flottilla, a partire dalle 9,30 saremo in presidio al Porto di Napoli nei pressi dell'autorità Portuale (Piazzale Molo Pisacane) e successivamente in corteo fino al comune, con tre obbiettivi:

📌 denunciare con forza la complicità del governo Meloni, dello stato e di tutte le sue diramazioni istituzionali e amministrative con il genocidio del popolo palestinese per mano sionista, favorito dall'invio di armi che transitano per i nostri porti;

📌 inchiodare l'ente Portuale alle sue responsabilità di fronte all'aumento di incidenti e di morti sul lavoro in ambito terminalistico, frutto dell'assenza di vigilanza, di ispezioni e di sanzioni per le aziende che attentano alla vita e alla salute psicofisica dei lavoratori;

📌 rilanciare la battaglia per aumenti salariali generalizzati e immediati, contro la delibera 26/88 della commissione di garanzia e contro tutte le norme che limitano il diritto di sciopero, per dire basta ai contratti pirata e all'utilizzo del CCNL Multiservizi negli appalti pubblici e nella sanità, e soprattutto per esigere il ritiro immediato dei licenziamenti, delle discriminazioni e delle condotte antisindacali, nei porti e non solo.

SCIOPERIAMO TUTTI - SCIOPERIAMO ORA!

SI Cobas Napoli, Caserta, Salerno e Benevento

🔥🔥🔥  AL PORTO DI SALERNO LOGIPORT SPA LICENZIA CICCIO COLLINA, RSA SI COBAS, PER “VIOLAZIONE DELL’OBBLIGO DI OMERTA’ AZI...
26/05/2026

🔥🔥🔥 AL PORTO DI SALERNO LOGIPORT SPA LICENZIA CICCIO COLLINA, RSA SI COBAS, PER “VIOLAZIONE DELL’OBBLIGO DI OMERTA’ AZIENDALE”…

🔴🔴🔴 LICENZIATO PER AVER RIVENDICATO LA SICUREZZA SUL LAVORO!

Martedì mattina come SI Cobas eravamo in presidio fuori ai varchi del Porto di Salerno assieme ai licenziati della De Luca e a decine di solidali a seguito dello sciopero di 2 ore proclamato alla Logiport (Terminal del gruppo Grimaldi) contro la sospensione arbitraria nei confronti di Ciccio, da anni RSA del SI Cobas nel Terminal del gruppo Grimaldi, da decenni in prima fila nella difesa dei diritti dei lavoratori sullo scalo salernitano e negli ultimi 2 anni in prima fila negli scioperi e nelle azioni di lotta e di solidarietà contro il genocidio del popolo palestinese e contro il traffico di armi dirette a Israele passando per il porto di Salerno!

Pochi minuti dopo la fine dello sciopero abbiamo appreso che il procedimento disciplinare nei confronti di Ciccio si è concluso con il licenziamento: un licenziamento che è frutto di una montatura che ha l’unico scopo di reprimere l’attività sindacale e le battaglie portate avanti dal SI Cobas a difesa della dignità, della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro.

👉🏻👉🏻👉🏻 Quali sono le “gravi accuse” che hanno portato al licenziamento senza preavviso di Collina?

Stando alla formalità della contestazione disciplinare, la sua colpa è… di aver adempiuto ai suoi compiti di RSA, facendo da tramite tra il sindacato e un altro lavoratore iscritto al SI Cobas che aveva denunciato pubblicamente pressioni nei suoi confronti da parte della Logiport per costringerlo a revocare l’adesione al sindacato in cambio di benefici economici e dell’annullamento dei provvedimenti disciplinari a suo carico, ma che successivamente all’impugnativa della sua sanzione all’ITL di Salerno ha ritrattato le sue accuse all’azienda, evidentemente dopo essere stato messo “sotto torchio” dietro minaccia di licenziamento. Pur avendo presentato alla Logiport le prove inconfutabili dell’estraneità di Ciccio a tali accuse e del suo ruolo di mero portavoce della volontà (iniziale) del lavoratore, i padroni hanno proceduto ugualmente con il licenziamento, nel mentre hanno “premiato” con il ritorno in servizio chi ha tirato la pietra per poi nascondere la mano…

📌📌📌 Ma in realtà, questa meschina guerra tra poveri alimentata ad arte dalla Logiport e dal gruppo Grimaldi aveva un solo scopo: compiere la più classica delle “vendette trasversali” nei confronti nostro sindacato che, dopo aver ascoltato per mesi e mesi le doglianze, le segnalazioni e le preoccupazioni dei propri iscritti per le molteplici e reiterate violazioni delle normative sulla sicurezza, di fronte alla totale indifferenza dell’azienda si è visto costretto a segnalare tali gravi omissioni alle autorità competenti, le quali stanno conducendo tuttora una dettagliata e approfondita istruttoria al riguardo.

La sintesi è solo una: se ti batti per la salute dei tuoi colleghi, per prevenire le morti e gli incidenti sul lavoro e per rompere il muro di omertà sull’assenza di sicurezza nei porti, ti licenziano!

Chiunque lavora nei porti sa bene che per la gran parte delle aziende la sicurezza rappresenta solo un inutile fardello, un semplice “costo da abbattere”, ancor più degli stessi salari: ciò a causa dell’assenza dei controlli, della latitanza e/o complicità delle autorità a ciò preposte (Adsp) e della scarsità di mezzi e risorse a disposizione di ASL e ITL, e soprattutto del lavoro “a chiamata”, dei carichi e dei ritmi di lavoro infernali imposti agli operai che sono costretti a rinunciare al proprio benessere psicofisico in cambio di qualche briciola o più semplicemente per evitare ritorsioni…

E’ questo il contesto, frutto di decenni di tagli e salvacondotti, che produce oltre 3 morti e migliaia di incidenti sul lavoro al giorno: numeri che oramai rappresentano poco più che un mero dato statistico, meritevole al più di qualche trafiletto su un giornale locale e del macabro rituale degli scioperetti da “lacrime di coccodrillo”…

Come SI Cobas abbiamo da sempre rimarcato la nostra ferma opposizione a questo carosello di omertà e di ipocrisie, rivendicando la centralità e l’inderogabilità delle norme a tutela della sicurezza, della salute e della vita dei lavoratori: tutele su cui ci siamo sempre rifiutati di “chiudere un occhio” e che per noi non possono essere certo oggetto di “monetizzazione”, così come i padroni sono oramai abituati a fare anche in sede di trattative sindacali… Ciccio Collina oggi si trova a pagare duramente il prezzo della coerenza e dell’incorruttibilità frutto della convinzione granitica che la salute e l’incolumità dei portuali viene prima di tutto!

👉🏻👉🏻👉🏻 Ma i padroni dovrebbero essere ben consapevoli che non ci fermeremo certo di fronte a questa infame rappresaglia!

Venerdì 29 maggio, in occasione dello sciopero generale nazionale del sindacalismo di base, saremo in piazza al Porto di Napoli per denunciare come il licenziamento di Ciccio e dei due operai alla De Luca sia tutt’altro che un fatto disciplinare, bensì frutto di questo vero e proprio scempio dei diritti sui terminal della Campania e d’Italia; e continueremo a lottare senza sosta per dire basta a questo sistema di sfruttamento e di ricatti!

Ora più che mai esigiamo una presa di posizione e di una vera assunzione di responsabilità da parte dell’Autorità Portuale, delle Prefetture di Napoli e Salerno, delle amministrazioni comunali e della Regione Campania.

🔥🔥🔥 IL POSTO DI LAVORO NON SI TOCCA: LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA!

🚩🚩🚩 REINTEGRO IMMEDIATO PER CICCIO COLLINA E PER I LICENZIATI ALLA DE LUCA!

SI Cobas Napoli e Salerno

Per info/contatti 339 7212623; [email protected]

🚩OLTRE 500 PROLETARI E TIROCINANTI IN PIAZZA!!!✊🏽 Finalmente abbiamo rotto il ricatto di chi voleva alimentare la guerra...
25/05/2026

🚩OLTRE 500 PROLETARI E TIROCINANTI IN PIAZZA!!!

✊🏽 Finalmente abbiamo rotto il ricatto di chi voleva alimentare la guerra tra poveri!

🔴 Oltre 1220 disoccupati ora sono firmatari di un progetto di tirocinio lavoro finalizzato all'inserimento lavorativo. Donne e uomini, con enormi sacrifici e pagando un prezzo salato a livello repressivo, hanno aperto una strada per un lavoro ed un salario, contro chi voleva dividerci tramite un clickday.

‼️Ma questa battaglia vinta è parte di una lotta più ampia che continua subito‼️

Il corteo annunciato è arrivato in Prefettura e poi in Regione con una delegazione ricevuta da entrambi gli enti.

Chiariamo da subito che in Regione si è ribadito che la copertura del finanziamento della Regione serve proprio per fare durare il progetto di lavoro tirocinio non 6 mesi ma 1 anno.

🔺️ Ogni gruppo di lavoro è assegnato ad un tutor ma in questi primi giorni in numerosi postazioni nelle migliori delle ipotesi i tutor sulle strutture non erano informati di nulla o addirittura non c'erano gettando non solo confusione ma anche un serio problema nella raccolta e verifiche delle presenze di tutti i tirocinanti.

È un problema dell'amministrazione e dei soggetti coinvolti: vogliamo pagamenti certi!

Abbiamo ribadito che questo problema deve essere risolto immediatamente mettendo subito ordine alle assegnazioni di tutti i 1220 tirocinanti con i relativi tutor idonei e operativi su tutte le strutture della città. Se questi primi giorni iniziali sono caratterizzati da confusione tra tutor e dalla difficoltà del registro presenze questo è un problema dell'amministrazione comunale e dei soggetti coinvolti non dei disoccupati/e.

🔺️ Abbiamo richiesto tempi certi per la consegna ai tirocinanti dei dispositivi individuali di protezione per essere operativi e sicuri sulle strutture, parchi e luoghi dove operiamo e dare il contributo vero alla città ed ai nostri quartieri.

🔺️ Tavolo tecnico con l'amministrazione e la Dadif per risolvere problemi di orari e assegnazioni dati che molti tirocinanti oltre la insufficiente indennità di 600 euro devono anche spostarsi da una parte della città all'altra senza nessuna copertura per le spese legate ad eventuali spostamenti.

🔺️ Convocazione di un tavolo interistituzionale per stabilire il prosieguo futuro di questo progetto dopo il primo anno.

Continueremo come organizzazione sindacale a lavorare all'allargamento della partecipazione, della lotta e della mobilitazione delle iniziative finalizzate a garantire il rispetto, la chiarezza e la serenità di tutta la platea.

🔥🔥🔥 PORTI DI NAPOLI E SALERNO: LICENZIAMENTI E RAPPRESAGLIE DISCIPLINARI CONTRO ISCRITTI E DELEGATI SI COBAS.LOTTIAMO UN...
23/05/2026

🔥🔥🔥 PORTI DI NAPOLI E SALERNO: LICENZIAMENTI E RAPPRESAGLIE DISCIPLINARI CONTRO ISCRITTI E DELEGATI SI COBAS.
LOTTIAMO UNITI PER IL RISPETTO DELLA SICUREZZA SUL LAVORO E DIRE BASTA ALLO SFRUTTAMENTO E ALLE CONDOTTE ANTISINDACALI!

Nelle scorse ore Giuseppe e Salvatore, dipendenti della De Luca Impresa Marittima, società operante nel servizio di movimentazione merci nel porto di Napoli, hanno ricevuto una lettera di licenziamento in tronco, senza preavviso e senza possibilità di contraddittorio, giustificata dalla motivazione ridicola di un presunto ritardo nel conseguimento delle patenti CQC necessarie per operare sui mezzi di sollevamento.

Che tale motivazione sia del tutto strumentale e pretestuosa è dimostrato dal fatto che solo qualche settimana fa proprio la De Luca si era dichiarata "soddisfatta" dopo aver ricevuto dai lavoratori prova dell'iscrizione alla scuola guida e del primo esame orale svolto a fine aprile, a seguito del quale l'azienda si è persino "complimentata" coi due lavoratori per l'esito positivo conseguito.

La verità, come sempre, è che dietro questo provvedimento durissimo si cela unicamente la volontà dei padroni di colpire e azzerare la battaglia che come SI Cobas stiamo portando avanti alla De Luca per porre fine alla giungla dei turni flessibili, del lavoro a chiamata e degli orari spezzati: problematiche sulle quali per mesi abbiamo chiesto l'apertura di un serio confronto con l'azienda, ricevendo da un lato rifiuti e generiche richieste di rinvio, dall'altro condotte apertamente discriminatorie nei confronti dei nostri iscritti, ai quali è stato addirittura negato l'aumento del buono pasto riconosciuto a tutti gli altri lavoratori!!!

Nel frattempo alla Logiport di Salerno (società del gruppo Grimaldi), nella quale il SI Cobas era riuscito da tre anni a ottenere aumenti salariali, diritti e dignità per tutti i lavoratori tramite due accordi di secondo livello, assistiamo da mesi a una sequela di rappresaglie ed intimidazioni nei confronti degli iscritti e dei delegati SI Cobas, con il chiaro scopo di estromettere il sindacato dal Terminal salernitano.
Ciò a seguito della battaglia che come SI Cobas abbiamo intrapreso fin dalla scorsa estate per esigere il rispetto delle norme sulla sicurezza prescritte dal D.Lgs. 81/08 alla luce delle gravi criticità segnalate dai lavoratori (buche sull'asfalto e superfici dissestate, spogliatoi fatiscenti, abuso del lavoro straordinario e della flessibilità oltre i limiti contrattuali e di legge, segnaletica carente, ecc).
Da quasi due settimane il nostro RSA in Logiport, Ciccio Collina è tenuto a casa con una sospensione cautelare con accuse false e infamanti (aver "architettato" presunte accuse mendaci di un altro lavoratore sul conto dell'azienda), anche in questo caso col solo scopo di colpire il SI Cobas e terrorizzare i lavoratori.

La strana "coincidenza" tra le rappresaglie antisindacali portate avanti alla Logiport e i due licenziamenti ritorsivi alla De Luca sono la prova evidente di un vero e proprio piano teso a colpire la nostra organizzazione sindacale, che negli anni si è dimostrata l'unico vero ostacolo allo strapotere padronale alla "dittatura del profitto" sui terminal campani: una dittatura che non si fa scrupoli a calpestare apertamente i diritti dei lavoratori riguardo alla turnistica, agli orari di lavoro e alla tutela della sicurezza, che ogni anno è causa di incidenti e morti sul lavoro.

Ma è probabile che questa escalation sia anche tesa a colpire chi sui terminal campani in questi mesi è stato in prima fila nelle mobilitazioni contro il genocidio sionista del popolo palestinese e contro il traffico di armi dirette a Israele attraverso i porti di Napoli e Salerno.

Non permetteremo che questo disegno repressivo passi indisturbato!

Per questo dichiariamo l'apertura dello stato di agitazione regionale sui porti campani.

Il SI Cobas fa appello a tutte le realtà solidali, ai sindacati e ai movimenti che si sono mobilitati e si stanno mobilitando contro la portualità e la logistica di guerra, ad unirsi in una comune battaglia per preservare la democrazia e le agibilità sindacali nei terminal campani, e chiede un intervento immediato nel merito da parte dell'autorità portuale e delle istituzioni competenti!

No ai licenziamenti e alle sanzioni discriminatorie contro chi rivendica il rispetto dei diritti dei lavoratori.

Reintegro immediato per Ciccio, Giuseppe e Salvatore sui propri posti di lavoro!

SI Cobas Napoli e Salerno

👉🏻👉🏻👉🏻 CONSORZIO UNICO DI BACINO DI NAPOLI E CASERTA: DOPO MESI DI RITARDI ARRIVANO GLI STIPENDI!UN'IMPORTANTE VITTORIA ...
22/05/2026

👉🏻👉🏻👉🏻 CONSORZIO UNICO DI BACINO DI NAPOLI E CASERTA: DOPO MESI DI RITARDI ARRIVANO GLI STIPENDI!
UN'IMPORTANTE VITTORIA DELL'UFFICIO LEGALE DEL SI COBAS!!!

Nelle scorse settimane, a seguito di una richiesta di assistenza di un lavoratore del Consorzio Unico di bacino di Napoli e Caserta in liquidazione, il nostro legale, avvocato Alfonso Savino, ha inviato al suddetto consorzio formale diffida per il mancato pagamento delle retribuzioni dal mese di gennaio 2026.
La storia di questi lavoratori, operanti nel settore dell'igiene ambientale, è tristemente nota per lo stato di crisi in cui versa il consorzio da tempo ormai immemore, e per i ritardi cronici nel pagamento degli stipendi, che costringono questi lavoratori a rimanere senza salario anche per molti mesi a causa dello stato di liquidazione della società.
Lo scorso 15 aprile l'ufficio legale del Consorzio ha comunicato al nostro avvocato che in tempi brevi sarebbero stati pagati tutti gli emolumenti, e nei giorni scorsi tali pagamenti sono stati finalmente effettuati.

Si tratta di un importante successo del SI Cobas e del nostro legale Alfonso Savino, a riprova che con la determinazione e la competenza è possibile restituire ai lavoratori salario e dignità.

SI Cobas Napoli

COMUNICATO STAMPA:Nella giornata odierna oltre 50 lavoratori tirocinanti (organizzati dal S.I.COBAS) nel comune di Avers...
14/05/2026

COMUNICATO STAMPA:

Nella giornata odierna oltre 50 lavoratori tirocinanti (organizzati dal S.I.COBAS) nel comune di Aversa, a seguito della conferenza stampa e del presidio sotto la casa comunale, hanno ottenuto un incontro con il Sindaco Matacena e l’assessore Lauriello al ramo delle politiche sociali.

Le richieste, già esposte e agitate in queste settimane nella città di Aversa dagli stessi tirocinanti, sono semplici e chiare!

In questi 3 mesi, e per soli altri 3 mesi, oltre 50 persone, donne e uomini, hanno svolto e svolgeranno attività importanti ed essenziali per garantire servizi alla città : dalla manutenzione del verde cittadino e dei parchi urbani, all'apertura, cura, pulizia e vigilanza nella struttura comunale, nella biblioteca e nelle sale d’archivio.

Dopo questi mesi cosa ne sarà del futuro di queste famiglie? E come saranno garantiti questi servizi essenziali per il territorio e per i cittadini aversani?

Nell'incontro di oggi è stata avanzata la richiesta di sollecitare gli altri enti istituzionali, dalla prefettura alla regione, per la convenzione di un tavolo che trovi soluzioni per garantire una continuità lavorativa ed erogazione dei servizi sopracitati.

Il sindaco e l’assessore hanno confermato la loro massima disponibilità, formulando una nota rivolta agli enti da coinvolgere che vada nella direzione dai noi avanzata.
In un momento storico, in cui si spendono miliardi di euro per armi, guerre e salvare le banche, si devono trovare le “poche” risorse per garantire un salario a decine di famiglie di lavoratori e lavoratrici, senza i quali non ci sarebbe futuro per fondamentali servizi per la cittadinanza.

"Tirocinanti comune di Aversa
SI COBAS Napoli e Caserta"

✌🏻✌🏻✌🏻 PROTESTE CONTRO TEVA ALLA MOSTRA D'OLTREMARE: MIMÌ, DARIO E FRANCESCO ASSOLTI CON FORMULA PIENA!!! ✊🏻🇵🇸🚩Ieri, gio...
01/05/2026

✌🏻✌🏻✌🏻 PROTESTE CONTRO TEVA ALLA MOSTRA D'OLTREMARE: MIMÌ, DARIO E FRANCESCO ASSOLTI CON FORMULA PIENA!!! ✊🏻🇵🇸🚩

Ieri, giovedì 30 aprile, si è tenuta l’ udienza preliminare per il rinvio a giudizio di Mimì, Dario e Francesco, a seguito dei fatti di Mostra d’oltremare dello scorso 25 ottobre, quando la coordinatrice SI Cobas Mimì Ercolano e due compagni, Dario e Francesco, furono arrestati e tradotti in carcere per quattro giorni a seguito di un’azione di denuncia e protesta contro la presenza al Pharma Expo (tenutosi alla Mostra d'Oltremare) della multinazionale israeliana TEVA: una protesta portata avanti da tutto il movimento solidale con la Palestina per via del sostegno attivo di TEVA alle politiche coloniali di sterminio portate avanti del regime sionista.

All'udienza, conclusasi nel tardo pomeriggio, Mimì, Dario e Francesco sono stati assolti con formula piena dalle accuse di resistenza, violenza e minaccia contro le forze dell’ordine, con le aggravanti del concorso e della reiterazione: capi d'accusa "supportati" da note, atti ed video prodotti dalla Questura, ma che il giudice ha appurato essere fondati su un totale ribaltamento della realtà.

Quel giorno assistemmo a una repressione violentissima da parte delle forze dell'ordine, le quali accerchiarono, caricarono e pestarono a freddo un presidio del tutto pacifico e reo soltanto di aver introdotto uno striscione di protesta nei padiglioni della mostra d'oltremare, peraltro nel momento in cui i manifestanti erano di ritorno a casa, e subito dopo incarcerarono i tre compagni, individuati come gli organizzatori della protesta.

Da tutto il materiale raccolto ed esaminato, emergeva la condotta muscolare e violentissima proprio dei reparti della polizia e della stessa Digos, accorsi in sovrannumero in risposta ad un azione determinata ma del tutto pacifica.
Già all’interno del padiglione fieristico le forze dell’ordine avevano dato luogo a delle vere e proprie aggressioni per impedire che poche decine di manifestanti esponessero uno striscione.

Così come è stato dimostrato che all’uscita della Mostra le forze dell'ordine portarono a termine un vero e proprio agguato, accerchiando, intrappolando e manganellando senza alcun motivo chiunque si trovassero davanti, al solo fine di identificare uno ad uno tutti i partecipanti.
Va ricordato inoltre che dopo quattro giorni di arresti, il GIP dispose la scarcerazione con obbligo di firma, e solo dopo venti giorni, il Tribunale del Riesame disponeva l’immediata liberazione.
Il rinvio a giudizio a seguito delle ulteriori indagini da parte della questura, si è dunque concluso ieri in sede di udienza preliminare, nonostante la richiesta di un anno e quattro mesi da parte del Pubblico Ministero, con una limpidissima sentenza di assoluzione “per non aver commesso i fatti”.

Questa sentenza ha smascherato ancora una volta la condotta persecutoria degli uomini della Questura e della Digos di Napoli, responsabili dei gravissimi episodi del 25 ottobre 2025 e segna una battuta d'arresto nell'escalation repressiva portata avanti dal Governo Meloni, responsabile delle politiche di guerra e riarmo, per la devastazione dei nostri territori, per l’impoverimento e lo sfruttamento della classe lavoratrice, per l’emergenza abitativa, per l’incremento vertiginoso della precarietà, per gli eccidi dei migranti in mare, per la tessitura di rapporti strategici di natura economica e militare con il governo genocida di Israele, per l’istituzione di uno stato di polizia, per l’attacco al diritto di sciopero.

Noi rivendichiamo la responsabilità di continuare a denunciare ed opporci a tutto questo, rivendichiamo il nostro diritto a scioperare, a manifestare e protestare davanti ad ogni magazzino, dentro ogni piazza.

Di fronte alla barbarie del presente rivendichiamo la piena legittimità della lotta di classe e dell'internazionalismo proletario!

SI Cobas Napoli e Caserta

🔥🔥🔥 1 MAGGIO A BAGNOLI: MIGLIAIA IN PIAZZA CONTRO ECONOMIA DI GUERRA, SFRUTTAMENTO E DEVASTAZIONE AMBIENTALE;IL CORTEO I...
01/05/2026

🔥🔥🔥 1 MAGGIO A BAGNOLI: MIGLIAIA IN PIAZZA CONTRO ECONOMIA DI GUERRA, SFRUTTAMENTO E DEVASTAZIONE AMBIENTALE;
IL CORTEO INVADE I CANTIERI DELL' AMERICA'S CUP!!!

Mentre al centro di Napoli i bonzi sindacali di Cgil-Cisl-Uil hanno messo in piedi la solita triste ed inutile passerella, stendendo i tappetini rossi a un sindaco servo dei padroni, degli affaristi e degli speculatori, a Bagnoli un corteo di migliaia di manifestanti ha sfilato con rabbia e determinazione contro guerra imperialista, genocidio, decreti sicurezza, attacco ai salari, norme antisciopero e "grandi eventi" come l'America's Cup, utili solo a saccheggiare risorse pubbliche a vantaggio dei soliti capitalisti parassiti.

Durante il corteo, cui il SI Cobas ha preso parte con il proprio spezzone operaio e proletario, è stata invasa l'area dei cantieri per la Coppa America.

La grande manifestazione di oggi rafforza e rilancia le ragioni della lotta contro guerra, economia di guerra e carovita, verso lo sciopero generale del prossimo 29 maggio!

🔥🔥🔥 1 MAGGIO 2026:LOTTIAMO UNITI CONTRO GUERRE, STATO DI POLIZIA, SFRUTTAMENTO E DEVASTAZIONE AMBIENTALE!!!Dopo anni di ...
29/04/2026

🔥🔥🔥 1 MAGGIO 2026:

LOTTIAMO UNITI CONTRO GUERRE, STATO DI POLIZIA, SFRUTTAMENTO E DEVASTAZIONE AMBIENTALE!!!

Dopo anni di aggressioni militari, massacri e genocidi, la guerra e l'economia di guerra iniziano a bussare con forza alla porta dei lavoratori e dei proletari anche qui in occidente, presentando un conto salatissimo.

L'ondata di rincari sul carburante e sui generi di prima necessità provocata dall'aggressione di USA- Israele all'Iran (e dal conseguente blocco iraniano dello stretto di Hormuz) è già una realtà.

👉🏻 Ma il peggio deve ancora arrivare: a detta degli stessi economisti borghesi, siamo alla vigilia di una stangata senza precedenti, con aumenti su tutti i beni essenziali e di uso comune, dagli alimentari ai medicinali, dai trasporti fino ai cosmetici...

Tutto ciò in un quadro che in Italia vede i salari già falcidiati da anni, nel mentre i profitti delle grandi multinazionali e dell'industria bellica continuavano e continuano a crescere senza sosta.

👉🏻 Intanto il governo Meloni sta portando avanti un attacco costante e senza sosta alle lotte sociali e alle agibilità sindacali, con ben 7 decreti sicurezza e norme anti-sciopero imposte con il pretesto strumentale della "tutela dei servizi pubblici essenziali"...
L'attacco frontale alle lotte dei lavoratori della logistica, attraverso una delibera della commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali che (su dettatura di padroni e governo) vuole di fatto estendere la legge 146/90 e quindi vietare lo sciopero a tutta la categoria, ci da la misura dell'attacco in corso contro l'insieme della classe lavoratrice.

👉🏻 Ancora una volta, la guerra si dimostra nei fatti il più potente mezzo per schiacciare e opprimere i proletari, che nei teatri di conflitto vengono mandati ad ammazzarsi tra loro o vengono sterminati come mosche dalle bombe e dai missili, e sul fronte interno sono chiamati ad accollarsi i costi pesantissimi delle guerre volute dai padroni e dai loro governi.

👉🏻 Le grandi mobilitazioni dello scorso autunno contro l'infame genocidio sionista a Gaza e a sostegno dell'eroica resistenza del popolo palestinese hanno dimostrato che solo con la lotta, gli scioperi e la partecipazione dal basso è possibile fermare questa barbarie.
Ma hanno dimostrato al tempo stesso che in assenza di un reale protagonismo dei lavoratori e delle masse sfruttate, questi movimenti sono destinati a rifluire nel giro di poche settimane, lasciando campo aperto ai padroni e alla violenza di stato: le "vendette postume" ad opera dei militanti e dei sindacalisti che erano in prima fila nel blocco dei porti, come nel caso dei 4 fogli di via a Salerno, ne sono la riprova.

👉🏻 Il 1 maggio come SI Cobas saremo a Bagnoli, per sostenere la mobilitazione degli abitanti flegrei contro l'ennesimo piano di speculazione e devastazione operato dal governo e dalla giunta Manfredi con l'America's Cup, la quale, come tutti i "grandi eventi", servirá solo ad alimentare l'insaziabile fame di profitti delle varie MSC (il principale supporto logistico dell'esercito sionista su scala mondiale), Caltagirone (tra i principali inquinatori dell'ex area industriale di Bagnoli), Tavassi (responsabile di oltre 60 licenziamenti antisindacali alla GLS di Napoli): una volta terminata la "festa" dei padroni, dei miliardari e del loro sindaco-zerbino Gaetano Manfredi, il quartiere sarà ancora più inquinato, degradato e in preda alla disoccupazione e alla precarietà.

👉🏻 Ma il 1 maggio saremo in piazza non solo per solidarietà a questa lotta, bensì per rimarcare, in occasione della giornata internazionale di lotta dei lavoratori, la necessità di rilanciare un fronte unico capace di collegare le istanze territoriali con la necessità storica sempre più urgente di una mobilitazione a tutto campo contro guerra e stato di polizia, che si ponga come obbiettivo primario la cacciata immediata del governo Meloni, e che al tempo stesso preservi la sua totale autonomia dalla finte opposizioni e da Cgil-Cisl-Uil, complici per decenni delle politiche di sfruttamento, precarietà, guerra e repressione: una mobilitazione che non può che avere al centro i bisogni e le istanze dei lavoratori, dei disoccupati e delle masse sfruttate che pagano ogni giorno, sempre più duramente i costi delle guerre, della crisi e della barbarie causata dalla putrefazione di questo sistema a livello globale.

👉🏻 Per contrastare l'offensiva di padroni e governo e bloccare gli ingranaggi dell'economia di guerra non serve l'unità dei ceti politici, sindacali o "di movimento": serve l'unità delle lotte reali, partendo dalla difesa e dalla tutela di quei movimenti che, come nel caso del movimento dei disoccupati 7 novembre e 167 Scampia e quello dei lavoratori della logistica, in questi anni hanno dimostrato che la lotta paga e che vincere è possibile!!!

👉🏻 Come SI Cobas nazionale il 1 maggio saremo in piazza oltre che a Napoli, anche a Milano, Torino e Roma: 4 piazze unite dai medesimi obbiettivi.

E proprio su questi obbiettivi, assieme ad altri sindacati di base, abbiamo proclamato per il prossimo 29 maggio una nuova giornata di sciopero generale: con l'auspicio che quella data possa essere a disposizione di chiunque intenda realmente ridare slancio alle mobilitazioni dello scorso autunno.

- Contro le guerre del capitale: lotta di classe internazionale!
- Ora e sempre al fianco della resistenza palestinese!
- Trump- Netanyahu: giù le mani dall'Iran!
- Basta sacrifici e salari da fame: aumenti salariali e detassazione immediata per i redditi da lavoro, patrimoniale sulle grandi ricchezze!
- cancellazione immediata dei decreti-sicurezza, delle norme antisciopero e della delibera 26/88 della commissione di garanzia contro gli scioperi nella logistica!
- No al nuovo sacco di Bagnoli: no all'America's Cup!

Venerdì 1 maggio ore 10,00- spezzone operaio e proletario.
Concentramento Piazzale Tecchio.

SI Cobas Napoli, Caserta e Benevento

Indirizzo

Via Carriera Grande 32
Naples
81031

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 18:00

Telefono

+3908118639268

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