10/06/2026
🔥🔥🔥 UNA GIORNATA DI LOTTA E DI MOBILITAZIONE DIFFUSA PER ROMPERE IL MURO DI SILENZIO SUI LICENZIAMENTI ANTISINDACALI!
MA È SOLO L'INIZIO!!!
Dalle prime ore di stamattina i varchi del Porto di Salerno sono stati bloccati in occasione della giornata di sciopero e di mobilitazione lanciata dal SI Cobas contro il licenziamento di Ciccio alla Logiport e i due licenziamenti alla De Luca di Napoli.
Oltre ai lavoratori SI Cobas e ai disoccupati 7 novembre, al nostro fianco un ampio cartello di forze politiche, sociali e sindacali: dai compagni del FGC alla comunità palestinese di Salerno, dal centro sociale Jan Assen a BDS Salerno, dalla rete Libere/i di lottare al centro culturale Handala Ali di Napoli, dalle delegazioni dei sindacati Orsa, USB e Cobas agli studenti di Link-Uds, dalla TIR al PRC fino al consigliere comunale Giso Amendola.
Nei numerosi interventi dal microfono è stata ripercorsa l'ormai nota e indegna vicenda che ha portato al licenziamento di Ciccio Collina, il nesso tra quest'ultima e la piaga della mancata sicurezza nel porto di Salerno e non solo, le complicità istituzionali e il legame tra gli attacchi antisindacali, l'economia di guerra, lo stato di polizia che restringe sempre più il diritto di sciopero e l'utilizzo dei porti nostrani come punto di transito per le armi destinate allo stato genocida di Israele.
Particolarmente toccante l'intervento di una bimba gazawi, che ha letto la lettera, circolata già nelle scorse ore sui social, di solidarietà a Ciccio Collina e il ringraziamento per il suo impegno di questi mesi a sostegno del popolo palestinese.
Il blocco è durato fin quando non si è riusciti a strappare un'ampia delegazione alla Prefettura.
Come prevedevamo, si è trattato di poco più che un passaggio "di rito": il viceprefetto Stella Fracassi, infatti, pur accogliendo con attenzione le nostre istanze sulla drammatica situazione della sicurezza sul lavoro nel terminal salernitano, ha ritenuto che non vi fossero le condizioni per convocare un tavolo ufficiale tra le parti, trattandosi "di un licenziamento individuale" che esulterebbe dalle competenze della Prefettura. Una tesi che riteniamo del tutto formalistica e fuori contesto, in quanto (come abbiamo ribadito anche in assemblea) il licenziamento di un RSA nel vivo di una vertenza riguardante la sicurezza e le condotte antisindacali alla Logiport non può essere in alcun modo considerata una questione individuale.
D'altro canto, il viceprefetto ha anche evidenziato che nel 2023 è stato siglato dai sindacati confederali un apposito protocollo per la sicurezza nel porto di Salerno, il quale è rimasto lettera morta a tal punto che ad oggi a Salerno non sono neanche state costituite le RLS si sito produttivo, la cui presenza dovrebbe essere obbligatoria per legge...
Al termine dello sciopero, una nostra delegazione ha incontrato gli attivisti della Global Intifada Flottilla, giunti sulla costa salernitana nel primo pomeriggio per portare anch'essi la solidarietà a Ciccio e alle ragioni dello sciopero.
Alla luce della giornata di lotta odierna abbiamo due elementi su cui riflettere: da un lato il fatto incoraggiante della solidarietà diffusa e dell'attenzione dei solidali e di parte dell'opinione pubblica sul tema dei licenziamenti e della sicurezza nei porti; dall'altro la difficoltà ad imporre questo tema all'ordine del giorno di quelle stesse istituzioni che avrebbero competenza per monitorare le criticità ed imporre il rispetto delle leggi a tutela dei lavoratori.
Per noi non si tratta di una novità: nel mentre gli arbitri dei padroni sono sistematicamente tollerati, le lotte e le istanze dei lavoratori devono da sempre scontrarsi con una marea di ostacoli burocratici e col muro di gomma delle istituzioni: lo sanno bene i disoccupati 7 novembre, che dopo 12 anni di battaglia, oggi sono ancora in piazza per esigere il rispetto degli accordi e dei protocolli istituzionali siglati un anno fa...
Proprio per questo, la lotta per il reintegro di Ciccio non può e non deve fermarsi!!!
Il dato importante di oggi è rappresentato dalle numerose iniziative di solidarietà (presidio e volantinaggi) organizzati in molte città in occasione della mobilitazione nazionale: Milano, Torino, Venezia- Marghera, Firenze, Bologna, Parma, Roma, Viterbo, Catania... e la lista è in aggiornamento.
Già Venerdì 12 giugno ci sarà il prossimo passaggio di mobilitazione e controinformazione, con l'assemblea pubblica in piazza Portanova a Salerno, ore 17,00.
E nei prossimi giorni partirà anche la cassa di resistenza per Ciccio.
La storia insegna che per vincere bisogna resistere un minuto in più del padrone, e la solidarietà è il mezzo più importante per permettere agli operai di resistere.
Ora e sempre al fianco di Ciccio e di tutti i licenziati!
Unità di classe contro l'economia di guerra, le leggi antisciopero e lo stato di polizia del governo Meloni!
SI Cobas Napoli, Salerno, Caserta e Benevento