02/07/2024
“Esiste davvero il mondo perfetto?
Se Dio avesse una seconda possibilità che universo lascerebbe nelle nostre mani?
Ci concederebbe di nuovo il famoso libero arbitrio, oppure, conoscendoci, stavolta ci darebbe qualche sacrosanta restrizione o clausola sul contratto?
Perché diciamocelo, con questo mondo qui si poteva fare di meglio. Ma si sa: i primi tentativi non sono mai perfetti.
Quindi se Dio decidesse di farci vivere in un mondo dove tutto è conforme e prevedibile, dove le persone vivono felici e senza alcun tipo di tensione, dove non succede mai nulla di pericoloso o violento, dove le giornate si ripetono tutte uguali e senza alcun imprevisto, sicuramente è a Pleasantville che ci manderebbe.
Sì, perché a Pleasantville tutto è perfetto. Una cittadina perfetta che è la perfetta immagine di una perfetta America all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, e che ha tutta l’intenzione di mostrare il migliore dei mondi possibili. Lì il clima è sempre gradevole, tutti sono cordiali, non piove mai e i pompieri salvano solo gattini dagli alberi perché non va a fuoco niente.
Non c’è nulla fuori Pleasantville.
Impossibile un mondo del genere giusto? Esatto! Perché infatti Pleasantville non esiste veramente. È solo l’ambientazione virtuale della serie Tv preferita di David, uno dei protagonisti.
Immaginate perciò lo sgomento quando i due gemelli David e Jennifer, due ragazzi dei giorni nostri, si ritroveranno catapultati improvvisamente nel 1958, all’interno proprio di quella cittadina immaginaria, e costretti a confrontarsi con una nuova vita in bianco e nero, con una perfezione monocromatica.
Una realtà non vera, perché televisiva, ma nemmeno falsa, perché cambia e si evolve davanti agli occhi dei protagonisti.
Ma se questa perfezione è una una trama già scritta che si ripete all’infinito, per stravolgerla basterà un piccolo elemento di rottura, una piccolissima “crepa nel muro”, per innescare un cambiamento che non potrà più essere fermato. Quanto durerà questo incolore giardino dell’eden, introducendo elementi umani come sesso, amore e pulsioni?
Ve lo dico io: molto poco.
Un punta di colore in un mondo in bianco e nero distruggerà inevitabilmente quella posticcia patina di perfezione, creando il caos tra gli abitanti. E siccome in ogni nuova società all’inizio del suo sviluppo che si rispetti, trovano spesso spazio sentimenti come paura e violenza, anche Pleasantville non sarà
certo da meno: gli abitanti spaventati dalla novità e soprattutto dalla diversità, metteranno in atto una vera e propria caccia alle streghe verso “i colorati” dando luogo ad episodi di razzismo e bullismo, come dei bambini spaventati che non conoscono e non comprendono ancora le più banali emozioni
umane.
Adattamento Teatrale del famoso film degli anni 90’. Una storia che ci parla di cambiamento, evoluzione, comfort zone, dimostrandoci che forse poi, essere costretti a guardare lo stesso film per tutta la vita non è una prospettiva così affascinante e che in fondo siamo sempre noi i veri creatori
del nostro piccolo universo.
Saremmo davvero più felici se fossimo meno umani?”
- Lucrezia F. R. Coletti
CREDITI
Testo e Regia: Lucrezia F.R. Coletti
Disegno Luci: Mirco Maria Coletti
Voice Over: Luca Mannocci
Con:
Alessio Alimandi
Fabiana Battisti
Simone Dominijanni
Davide Ferri
Alessia La Torre
Luca Purificato
Valeria Purificato
Ilenia Restaino
Lucrezia Coletti