17/10/2026
Appena ho letto il palinsesto del MET e ho visto che Alessandro portava a Prato il suo spettacolo, ho detto a Simo: «Scommetti che torna a trovarci?».
L’ho detto scherzando, ma in realtà con una certa speranza. Perché nelle settimane in cui ci conoscemmo, un paio d’anni fa, Alessandro, oltre a essere il grande artista che tutti conosciamo, si rivelò una persona d’oro. Una di quelle persone che ti fanno pensare che la toscanità, quella vera, sia proprio questa: la capacità di mettere a proprio agio chiunque, di accorciare le distanze, di parlare a tutti senza mai far pesare la distanza che pure potrebbe esserci tra un palcoscenico e una bottega.
Sembrava una battuta e invece oggi, con immensa gioia, Alessandro è davvero tornato a trovarci, con la scusa del pranzo, per regalarci un saluto.
E allora ti rendi conto che, al di là del piacere di ritrovare un grande artista, certe cose belle stanno proprio nella semplicità con cui le persone riescono a lasciarti un bel ricordo e, a distanza di tempo, a tornare a riempirti la giornata.
Ogni tanto ci vogliono anche queste soddisfazioni: ti rimettono addosso energia, entusiasmo e un po’ di aria fresca nel cuore.