17/07/2026
Oltre 200 persone. Un numero che francamente ci spaventava fino a pochi minuti prima, con un piccolo forno a disposizione e tutti questi pasti da servire.
Ma questo numero racconta solo una parte della storia.
Per chi vive la campagna, la fine del raccolto ha sempre avuto un significato particolare.
Dopo mesi di lavoro e di giornate trascorse nei campi, arriva il momento in cui ci si può fermare. Un tempo era il momento in cui famiglie e vicini si ritrovavano per condividere il cibo, il vino e il tempo trascorso insieme.
Era la festa del raccolto.
Mercoledì sera, negli spazi di Capoccia Bio, si sono incontrati tanti protagonisti autentici di questo pezzo d'Umbria: non solo il Frantoio Loreti e Capoccia Bio - le due aziende ideatrici dell'evento alla sua seconda edizione - ma tanti altri produttori locali, chef, sommelier, musicisti, istituzioni, famiglie, amici...
Ognuno ha portato il proprio lavoro, la propria esperienza e la propria passione. Insieme hanno dato vita a una serata che non ha celebrato un'azienda o un prodotto, ma un territorio e le persone che lo rendono vivo ogni giorno.
Questo, per noi, è il significato più autentico di Sunset Food & Sound.
Noi crediamo che il nostro lavoro non finisca con il raccolto, ma continui nelle relazioni che riesce a creare, nelle collaborazioni tra aziende, nel valore che rimane sul territorio e nelle occasioni in cui le persone scelgono di ritrovarsi.
Se tutte queste persone hanno deciso di trascorrere un mercoledì sera in campagna con questo caldo, forse il messaggio è proprio questo: c'è ancora voglia di luoghi autentici, di buon cibo, di musica dal vivo e di esperienze che raccontino davvero il territorio.
La festa della mietitura, oggi, non è soltanto un momento per celebrare ciò che la terra ha dato. È l'occasione per ricordare che il raccolto più importante è quello delle relazioni che, stagione dopo stagione, continuano a far crescere una comunità.
È questa l'idea di territorio che, insieme a tante altre realtà locali, vogliamo continuare a coltivare.
Al prossimo anno.
Gabriele e Rodolfo