13/06/2026
'...Camillo Chiarino, mio nonno - scriveva il nipote - dandoci una straordinaria testimonianza di vita, nacque a Valmaggiore di Quarona nel 1876...'
Un romanzo avventuroso la sua vita! Nato da una famiglia di emigranti che avevano quale punto di riferimento per il loro lavoro Neuchâtel, si trasferì poi a Varallo venendo mandato a studiare in un prestigioso collegio di religiosi a Saint-Maurice, vicino a Sion, dove imparò il francese e il tedesco.
Ancor giovanissimo, traumatizzato da un pesante castigo subito (fu chiuso per una notte nei sotterranei del collegio tra gli scheletri degli abati) fuggì dirigendosi a Genova, dove si imbarcò su una nave che trasportava pecore.
Giunto ad Algeri (aveva solo sedici anni!) trovò lavoro presso una fabbrica di fiammiferi, per tornare poi in Francia dove lavorò come maître presso una Compagnia di vagoni letto francese.
Quindi divenne rappresentante di una ditta di saponi a Marsiglia, rappresentante di una ditta di dolciumi a Saon, in Normandia, rappresentante della Ditta Maggi in Svizzera...
Durante il soggiorno a Marsiglia aveva sposato Emilia, anche lei di Valmaggiore, per occuparsi in seguito di commercio di dolciumi prima a Locarno e poi a Lugano, dove Emilia aveva aperto un negozio...
Tornato quindi in Italia, al culmine della sua carriera, ottennne dalla Nestlé la rappresentanza generale e l'esclusiva delle vendite in Italia del cacao olandese Bensdorp.
Fu chiamato alle armi nella prima guerra mondiale e, tornato a Borgosesia, fondò una fabbrica di caramelle e dolciumi, costruendosi una casa a Valmaggiore (facendo trasportare tutti i materiali necessari da Quarona a dorso di mulo... essendoci come unica strada una mulattiera).
La fabbrica, con ben venti rappresentanti, diede lavoro a molte persone di Borgosesia ed ebbe un notevole successo in tutto il mondo producendo caramelle, drops, cioccolato, cacao, biscotti, tè, il tutto confezionato in elegantissime scatole illustrate con paesaggi valsesiani, oggi molto ambite dai collezionisti!
Gli effetti della crisi del '29 decimarono tanta fortuna e Camillo gravemente malato, fu costretto a vendere la casa, e morì a Isolella, nel 1935, a soli 59 anni...