11/10/2026
FILCAMS CGIL FOGGIA: “LAVORATORI DELLA SICUREZZA E ANTI-TACCHEGGIO LASCIATI SOLI TRA MINACCE E VUOTI LEGISLATIVI. SERVE TUTELA PER CHI GARANTISCE LA LEGALITÀ NEI PUNTI VENDITA”👮♀️👮⚠️
L’episodio avvenuto all’ipercoop di Foggia,dove un uomo è stato rimesso in libertà dopo aver commesso un furto e rivolto gravi minacce a un addetto alla sicurezza,torna a porre al centro dell'attenzione un tema cruciale,doloroso e purtroppo sempre attuale ma troppo spesso ignorato: le condizioni di lavoro, la sicurezza e la tutela giuridica degli addetti alla vigilanza, all'anti-taccheggio e ai servizi di investigazione privata operanti nella Grande Distribuzione Organizzata.
Pur comprendendo il quadro sociale e le motivazioni umane che spingono verso situazioni di difficoltà economica, la Filcams Cgil di Foggia ritiene doveroso accendere i riflettori sulla condizione quotidiana degli operatori che svolgono mansioni di controllo e tutela del patrimonio nei punti vendita del nostro territorio.
Lavoratori in prima linea senza adeguate tutele normative
Gli addetti alla sicurezza e all'anti-taccheggio sono lavoratori che quotidianamente svolgono con professionalità un servizio delicato, intercettando situazioni di illegalità e prevenendo reati. Troppo spesso, tuttavia, si trovano a dover gestire contesti ad altissima tensione, affrontando minacce, aggressioni verbali e rischi per la propria incolumità fisica, senza disporre di strumenti normativi idonei a proteggerli.
Si ritrovano ad operare sul piano giuridico come semplici cittadini, ma con l'onere e la responsabilità di intervenire in situazioni critiche e con minacce di chi delinque. Una palese disparità che lascia i lavoratori esposti a rischi personali e legali enormi.
Al di là della valutazione del giudice sul furto per “bisogni primari “, c’è un aspetto di questa vicenda che non può e non deve passare sotto silenzio:la totale solitudine in cui si trovano a operare i professionisti della sicurezza.
Ci sono due nodi cruciali su cui riflettere:
1️⃣LA DIVULGAZIONE DEL NOME DEL VIGILANTE.
Leggere nome e cognome del lavoratore in un articolo di cronaca, associato a minacce esplicite del tipo “se non mi lasci andare ti ammazzo” ecc, è una scelta grave, significa esporre un cittadino, un padre di famiglia a un potenziale bersaglio, privandolo del diritto fondamentale alla tutela della propria sicurezza personale.
2️⃣IL SEGNALE PERICOLOSO DOPO LA DECISIONE DEL MAGISTRATO:
quando la risposta della giustizia si traduce in un’immediata liberazione, nonostante le minacce di morte messe a verbale, il rischio è che passi il messaggio che minacciare chi svolge un servizio di controllo non abbia conseguenze reali, aumentando a dismisura il pericolo a cui sono esposti quotidianamente questi lavoratori.
🟥 “Non possiamo accettare che nella nostra città la sicurezza nei centri commerciali e nei supermercati ricada interamente sulle spalle di lavoratrici e lavoratori costretti a scegliere tra la propria sicurezza personale e lo svolgimento del proprio dovere”,dichiara la Filcams Cgil di Foggia.
🟥La Filcams Cgil Foggia chiede che il “bisogno primario”non diventi un alibi per minacciare impunemente chi svolge il proprio lavoro in modo diligente e professionale.
🟥La Filcams Cgil Foggia esprime massima solidarietà al lavoratore coinvolto e continuerà ad essere al fianco di tutti gli operatori della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza del territorio, affinché la legalità nei luoghi di lavoro passi prima di tutto dal rispetto dei diritti e della sicurezza di chi lavora, poichè non esistono diritti di serie A e di serie B. Anche i lavoratori svolgono il loro lavoro come bisogno primario per sè e la propria famiglia.
Filcams Cgil Foggia
Segreteria Provinciale