23/05/2026
Ogni primavera mi piazzo qui sotto gli olivi e mi godo lo spettacolo.
Migliaia di piccoli fiori bianchi su ogni pianta, profumo dolcissimo, api ovunque. Per dieci, quindici giorni l'oliveto sembra esploso.
Di tutti quei fiori solo una piccola parte diventerà oliva — è la natura che sceglie, e fa sempre la cosa giusta. Tutto il resto è festa pura: polline per le api, energia per la pianta che si riposerà per l'estate.
E già pregusto novembre: la raccolta, il viaggio al frantoio, la prima frangitura. Il momento in cui l'olio nuovo scende ancora caldo nella tanica e si capisce com'è andata l'annata.
9.000 piante a Castelfidardo, 6 cultivar (Raggia, Leccino, Piantone, Picholine, Mignola, Leccio del C***o), una sola raccolta. Aspettata 365 giorni.
Maggio in oliveto è la promessa.
Novembre è il regalo.
— Luca
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