16/06/2026
Buon viaggio Luigi, abbiamo fatto un pezzetto di strada insieme, è bello vedere che questo sorriso era in un giorno di sole in piazzetta Pasolini.
La scorsa settimana sui telefoni di tante piazzagrandiste è arrivata una notizia, una di quelle che sai che prima o poi arriverà, ma poi, quando arriva, fa male lo stesso. Luigi Russo ci ha lasciate.
𝗡𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝗴𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶, abbiamo condiviso scrivanie, sedili di automobili, idee, incazzature, risate (tante) e soprattutto i babà, con e senza crema ma sempre carichi di rum, che Luigi, da buon campano, preparava magistralmente, stordendoci in pausa pranzo con picchi glicemici vertiginosi.
È 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗽𝗼𝗲𝘁𝗮. Qualche settimana fa abbiamo presentato la sua ultima raccolta “𝟤𝟤 𝘱𝘰𝘦𝘴𝘪𝘦 𝘥𝘢 𝘯𝘰𝘯 𝘭𝘦𝘨𝘨𝘦𝘳𝘦”. Luigi era presente, anche se il suo corpo non c’era quasi più e gli era rimasto poco fiato. Aveva un microfono in mano e ci spiegava il suo pensiero, le sue ragioni, quello che aveva voluto mettere nei suoi versi, con la determinazione, l’ironia, il sarcasmo spietato che aveva sempre e che tirava fuori ogni volta che apriva bocca. Gli interventi di Luigi nelle assemblee socie più infuocate sono indimenticabili, dopo che aveva preso parola lui si poteva andare a casa.
È 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗮𝗺𝗶𝗰𝗼, per tante di noi. Luigi conosceva la vita nelle sue manifestazioni più dure, ne aveva viste tante e, quando ne aveva voglia, tirava fuori storie pazzesche. Averle vissute gli aveva dato la capacità di distacco che non solo gli consentiva di fare bene il suo lavoro di operatore sociale, ma anche di disporre di una grande carica di empatia con le persone che incontrava.
Luigi ci ha dato tanto ed è molto doloroso pensare che non ci sia più. 𝗤𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲 è 𝗰𝗼𝗹𝘁𝗶𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝗽𝗼𝗲𝘀𝗶𝗲, 𝘂𝗻 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝗺𝗮𝗻𝗲.
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