Mozzafiato Roma

Mozzafiato Roma Abbiamo con cura selezionato prodotti campani e irpini di qualità. Mozzarella di bufala DOP
(4)

Abbiamo due sedi a Roma:
- al centro di Roma ci trovi a Piazza Monte D'Oro 94 a pochi passi da Piazza Cavour e Piazza di Spagna.
- quartiere Nomentano/Trieste: Via Nomentana Nuova 9

A breve in apertura a Via Cipro, zona Musei Vaticani

Di mio nonno Gaetano non ho mai temuto il silenzio:ho temuto il contrario,quella sua ironia tagliente, sovrana,capace di...
18/11/2025

Di mio nonno Gaetano non ho mai temuto il silenzio:
ho temuto il contrario,
quella sua ironia tagliente, sovrana,
capace di farti tremare e ridere nello stesso istante.
È un uomo che si nasconde dietro battute fulminanti,
che smonta la vita con un sopracciglio alzato,
che si prende in giro per primo per non dare a nessuno il potere di farlo. Eppure, dietro quell’armatura ironica,
dietro quella sicurezza asciutta da uomo di terra,
c’è una zona che non concede a nessuno.
Una zona immune alla parola, refrattaria all’emozione detta.
Una zona in cui anche il più coraggioso si perderebbe.
E io quella zona l’ho vista aprirsi
una sola volta nella sua vita:
davanti ai peperoni ripieni di mia nonna Luigia.
Non è solo un piatto.
È una soglia.
Un varco.
Un punto di resa.
Escono dal forno come creature mitologiche del Sud: rossi, lucidi, tiepidi come un tramonto che nessuno osa guardare troppo a lungo.
Dentro contengono un universo opulento costruito con niente:
pane raffermo che diventa storia,
alici che diventano mare,
pomodorini che diventano luce,
olive scure che diventano ombra. È un ripieno fitto, complesso, rispettoso:
un’architettura di sapori poveri che solo l’arte di una donna come Luigia sa trasformare in gloria. E Gaetano— il Gaetano che non si lascia mai toccare davvero, il Gaetano che scherza su tutto per non scoprirsi di niente— davanti a quei peperoni si tradisce. In un istante. Appena il piatto arriva, si interrompe la sua ironia. Il suo volto resta identico… ma gli occhi no. Gli occhi, color miele antico, si accendono di una luce che non concede spiegazioni.
Lo stesso miele del ripieno dorato che si intravede tra le pieghe della polpa.
Non sorride.
Non commenta.
Non ringrazia.
Eppure, in quel modo lento e misurato di portare il boccone alla bocca,
io vedo tutto ciò che non ha mai detto:
la devozione, la resa, la gratitudine ostinata e silenziosa verso una vita intera condivisa con Luigia. Perché i peperoni di mia nonna sono più forti della sua ironia.
Sono la sua crepa. Il suo confine. La sua unica confessione. Gaetano non parla di amore. Lo mangia.
E noi lo leggiamo negli occhi. Nel miele. Nella resa. Nel silenzio che vale più di mille dichiarazioni.

NOI, PASTIERANoi non siamo una ricetta.Siamo un rito.Siamo la mano che impasta e la storia che impasta la mano.Siamo gra...
04/11/2025

NOI, PASTIERA
Noi non siamo una ricetta.
Siamo un rito.
Siamo la mano che impasta e la storia che impasta la mano.
Siamo grano testardo e latte che placa,
ricotta che si lascia convincere alla dolcezza,
fiori d’arancio che insegnano al tempo a profumare. Siamo la lentezza che non chiede scusa.
Non ci concediamo appena sfornate: ci compiamo nel tempo.
Il forno ci accende, ma è il riposo che ci incorona.
Il primo giorno taciamo;
il secondo respiriamo;
al terzo regniamo.
E non cambiamo sapore: cambiamo nome.
Siamo genealogia viva.
Siamo il gesto di zia Katia —fermo, preciso, necessario— che scivola nelle nostre dita e diventa altro,
perché la tradizione vera non è un museo: è una figlia che somiglia
e, somigliando, oltrepassa. Siamo casa e paganesimo, altare domestico e campo di grano.
Siamo le Cerealia, l’offerta a Cerere,
seme, latte e miele lasciati alla soglia dell’alba
perché la primavera abbia un corpo da abitare.
Siamo una memoria che si mangia,
e nel mangiarci si ricorda. Noi non esplodiamo: maturi in noi.
Non viviamo nel forno, ma nel dopo—
quando la sostanza si assesta,
quando il respiro trova misura,
quando la superficie canta in crepe
e la crepa non è difetto: è vocazione. Siamo DOMINA senza clamore,
non perché alziamo la voce,
ma perché il tempo ci obbedisce.
Siamo ricotta e disciplina, grano e governo,
morbidezza che non cede, dolcezza che non supplica.
Chi ci vuole subito non ci raggiunge:
siamo dolci da attesa. Siamo la pastiera–serpente:
prima avvolgiamo, poi addensiamo, poi consacriamo il palato.
Non siamo un morso: siamo un ritorno.
Non siamo il finale del pranzo:
siamo il tempo che decide quando la tavola è degna di silenzi. Siamo Napoli che ricorda e Roma che rifonde,
cucina che parla all’osso e alla memoria,
gesto che torna a casa con i piedi infarinati.
Siamo la ragazza tradizionale che non rinnega,
la donna che non imita: trasfigura.
Siamo l’apprendistato e la firma;
la nonna invisibile, zia Katia presente,
e quell’ostinazione che porta il cognome del futuro. Siamo sette losanghe come sette sigilli, statica la cottura, inesorabile la quiete;
siamo il coltello caldo che apre e non ferisce,
la fetta che cade come pagina compiuta.

05/08/2025

😎Anche per noi, è tempo di una pausa.
I sapori della nostra tradizione meritano di essere celebrati, ma anche la mente e il palato hanno bisogno di un po’ di riposo per scoprire nuove ispirazioni.⛵⛵⛵

💪🏻I nostri negozi saranno chiusi per le vacanze estive dall’11 al 24 agosto.

Torneremo carichi di nuove idee, pronti a deliziare i vostri palati con proposte che uniscono la ricchezza delle tradizioni a un tocco di novità.

Buone vacanze a tutti, ci vediamo al nostro ritorno!

Indirizzo

Piazza Monte D'Oro 94
Rome
00186

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 19:30
Martedì 10:00 - 20:00
Mercoledì 10:00 - 19:30
Giovedì 02:00 - 19:30
Venerdì 10:00 - 19:30
Sabato 10:00 - 20:00

Telefono

+393294868436

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