USB Logistica

Roma 25 Giugno 2026Lotte, salario e rappresentanza. Sono questi i temi che ieri Massimo Pedretti, Alaa Nasser Tomaselli ...
25/06/2026

Roma 25 Giugno 2026

Lotte, salario e rappresentanza. Sono questi i temi che ieri Massimo Pedretti, Alaa Nasser Tomaselli Salvatore ed Angelo Roman, Diego Santamaria di USB hanno portato alla Camera dei Deputati nel confronto con il Presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e con l’On. Ascari.
Abbiamo portato in Parlamento la voce del mondo del lavoro e della fatica: quella parte di Paese che ogni giorno muove merci, produce ricchezza, tiene in piedi magazzini, porti, fabbriche, trasporti, ma che continua a essere trattata come un costo da comprimere, una voce da ignorare, un problema da mettere a tacere quando decide di organizzarsi.
I dati raccontano una realtà che il Governo prova a nascondere dietro la propaganda. L’Italia è uno dei Paesi industrializzati dove i salari reali hanno perso più terreno. Secondo l’OCSE, a inizio 2025 i salari reali italiani erano ancora sotto del 7,5% rispetto ai livelli di inizio 2021: la caduta più pesante tra le principali economie OCSE. Mentre il Governo parla di crescita, milioni di lavoratori e lavoratrici scoprono ogni mese che il salario non basta più per vivere. ISTAT certifica oltre 5,7 milioni di persone in povertà assoluta. Questa è la fotografia del Paese reale.
In questo quadro, sempre più lavoratori e lavoratrici decidono di rompere con un sistema di rappresentanza che per troppi anni ha accompagnato la compressione salariale. Scelgono il sindacalismo di base, scelgono USB, scelgono di non delegare più la propria condizione a chi ha trasformato la concertazione in rassegnazione.
Ed è proprio qui che si inserisce il Decreto Sicurezza. Non come una norma neutra sull’ordine pubblico, ma come una scelta politica precisa. Mentre i salari arretrano, mentre gli appalti producono sfruttamento, mentre il lavoro povero diventa condizione ordinaria, il Governo non colpisce le cause del conflitto sociale: colpisce chi quel conflitto lo organizza, lo rende visibile, lo porta davanti ai cancelli, nelle piazze, nei porti, nei magazzini, davanti alle istituzioni.
Con le modifiche all’articolo 18 TULPS, una manifestazione non preavvisata può costare fino a 10.000 euro. La violazione delle prescrizioni dell’autorità può arrivare fino a 12.000 euro. È il passaggio da una democrazia che dovrebbe ascoltare il dissenso a uno Stato che prova a mettergli un prezzo. Non ti impediscono formalmente di protestare: ti fanno capire che, se lo fai, potresti pagare migliaia di euro.
Questo meccanismo è ancora più grave perché colpisce soprattutto le proteste spontanee, quelle che nascono quando un fatto accade e la gente non può aspettare tre giorni per chiedere il permesso di indignarsi. Studenti che protestano per la scuola cade a pezzi. Cittadini che si mobilitano contro la chiusura di un ospedale. Lavoratori licenziati da un giorno all’altro, portuali che si rifiutano di movimentare armi.
Il messaggio del Governo è chiaro: i salari possono restare bassi, gli appalti possono continuare a macinare profitti sulla pelle dei lavoratori, le imprese possono ricevere defiscalizzazioni e incentivi, ma chi protesta deve essere sanzionato, isolato, intimidito.
Noi diciamo l’esatto contrario. Se c’è conflitto sociale, la responsabilità non è di chi sciopera, ma di chi produce le condizioni che rendono necessario lo sciopero. Se i lavoratori bloccano un magazzino, il problema non sono i lavoratori: sono i salari da fame, i contratti al ribasso, le cooperative spurie, i cambi appalto costruiti sulla pelle delle persone, i padroni che pretendono obbedienza e silenzio.
Per questo nell’incontro con Giuseppe Conte abbiamo chiesto con chiarezza l’abrogazione dei Decreti Sicurezza e l’apertura di una nuova stagione sul lavoro. Serve una politica salariale vera: non l’ennesima defiscalizzazione regalata alle aziende, ma aumenti reali in busta paga, salario minimo di 12 euro l’ora per i livelli più bassi dei CCNL, rilancio dei salari netti e riconoscimento pieno del pluralismo sindacale.
La contrattazione collettiva non può essere appannaggio di sindacati che hanno smesso di difendere gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici pur di continuare a sedersi ai tavoli. Non accettiamo un nuovo corporativismo sindacale e datoriale che decide chi è legittimato a rappresentare il lavoro sulla base della compatibilità con gli interessi delle imprese e non sulla base della rappresentanza reale nei magazzini, nei porti, nelle fabbriche e nei servizi.
Il Governo vorrebbe un Paese ordinato perché impaurito. Noi vogliamo un Paese vivo, attraversato dal conflitto democratico, capace di discutere di salari, guerra, lavoro, sicurezza e dignità.
Una Repubblica fondata sul lavoro non può trattare i lavoratori che lottano come un problema di ordine pubblico.

22/06/2026

A Castesangiovanni (PC) USB si presenta con forza alle elezioni per la RSU.
Per i lavoratori e le lavoratrici dei settori pubblici e privati è il momento del coraggio.
Oggi il secondo uomo più ricco del mondo paga salari da fame per colpa di un modello di contrattazione sempre più corporativo che va ribaltato magazzino per magazzino.

19/06/2026

Assemblea GLS/LA PIRAMIDE.
Dopo le schiaccianti vittorie in ITL i lavoratori si preparano ad una nuova stagione di rivendicazioni per difendere il lavoro buono ed ottenere accordi di secondo livello.

19/06/2026

MAGAZZINO CEVA/BEKO DI MONTICELLI (PC)
Oggi si sono svolte due assemblee con i lavoratori del magazzino, coinvolgendo sia il turno del mattino che quello del pomeriggio, durante le quali sono state approfonditamente discusse le preoccupazioni e le conseguenze legate all'ennesimo cambio di appalto.
I lavoratori non sono numeri da spostare da un appalto all'altro.
Dopo l'ennesimo cambio di appalto cresce la preoccupazione di chi da anni lavora nel sito e pretende risposte chiare sul proprio futuro, sul TFR, sulle spettanze e sulla continuità occupazionale.
USB è al fianco dei lavoratori e continuerà la mobilitazione finché non arriveranno garanzie concrete e un confronto serio con la committenza.
I diritti non si appaltano.

19/06/2026

MAGAZZINO CEVA/BEKO DI MONTICELLI (PC)

I lavoratori non sono numeri da spostare da un appalto all'altro.
Dopo l'ennesimo cambio di appalto cresce la preoccupazione di chi da anni lavora nel sito e pretende risposte chiare sul proprio futuro, sul TFR, sulle spettanze e sulla continuità occupazionale.
USB è al fianco dei lavoratori e continuerà la mobilitazione finché non arriveranno garanzie concrete e un confronto serio con la committenza.

I diritti non si appaltano.

16/06/2026

CFP coop. NELL’APPALTO C.E.I.: BASTA ATTACCHI AI LAVORATORI E ALL’ATTIVITÀ SINDACALE
Nel magazzino CEI la situazione è diventata inaccettabile. CFP, invece di rispondere nel merito alle questioni sollevate dai lavoratori e da USB, sceglie la strada dell’arroganza, della delegittimazione e dell’attacco all’attività sindacale. Dopo le richieste di assemblea, di permessi sindacali e di confronto sulle condizioni di lavoro nell’appalto, l’azienda ha risposto negando diritti, contestando l’agibilità sindacale e tentando di scaricare sui lavoratori le conseguenze di scelte aziendali unilaterali. A questo si aggiunge una risposta dai toni gravissimi, nella quale CFP non solo rigetta ogni contestazione, ma arriva ad attaccare direttamente USB Lavoro Privato, cercando di screditare chi sta semplicemente facendo il proprio lavoro: difendere i lavoratori. Lo diciamo chiaramente: non accettiamo lezioni da chi evita il confronto e pretende di decidere tutto sopra la testa dei lavoratori. La committenza CEI non può continuare a restare spettatrice. Chi affida un appalto deve assumersi la responsabilità di ciò che accade dentro quell’appalto. Per queste ragioni USB Lavoro Privato apre lo stato di agitazione e proclama lo sciopero immediato del personale CFP impiegato presso l’appalto CEI. La risposta dei lavoratori sarà collettiva, determinata e sindacale. A chi pensa di zittire i lavoratori con pressioni, dinieghi e accuse rispondiamo così: i diritti non si chiedono in ginocchio. Si organizzano, si difendono e, quando serve, si conquistano con lo sciopero.

13/06/2026

Roma, parte corteo USB e collettivi contro remigrazione
Un corteo organizzato da USB insieme a Potere al Popolo ed altre sigle è partito da Piazzale del Verano in protesta contro un evento dell'estrema destra per la remigrazione nella capitale

13/06/2026

CONTRO LA REMIGRAZIONE PER LA REGOLARIZZAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI MIGRANTI

Oggi siamo stati in piazza a Milano, insieme a lavoratrici e lavoratori, migranti e solidali, per dire con forza no alla cosiddetta “remigrazione”.

Dietro questa parola si nasconde un progetto razzista e classista, che punta a colpire chi lavora, chi vive nel nostro Paese, chi ogni giorno produce ricchezza nei magazzini, nella logistica, nei cantieri, nelle fabbriche, nei servizi e nelle campagne.

Come USB Logistica siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori migranti, contro ogni forma di razzismo istituzionale, sfruttamento e discriminazione.

Chi lavora in questo Paese deve avere diritti, dignità, salario, casa, permesso di soggiorno e sicurezza. Non deportazioni, paura e propaganda d’odio.

Contro la remigrazione.
Contro il razzismo.
Per la regolarizzazione di tutte e tutti.
Per l’unità della classe lavoratrice.

12/06/2026

Parlano di Remigrazione, ma senza il lavoro di tre milioni di lavoratori stranieri, che raccolgono i prodotti agricoli, che caricano sui camion le merci che volete che vi vengano portate a casa, che accudiscono i vostri anziani, che cucinano e vi portano i cibi nei ristoranti, che costruiscono le vostre case e i vostri uffici, quasi sempre a condizioni lavorative fuori contratto, bene quando tutti loro si fermeranno, tornerete a pregarli per rimanere e continuare a fare ciò che voi, suprematisti bianchi non state più facendo.
13 GIUGNO CONTRO LA REMIGRAZIONE PER LA REGOLARIZZAZIONE DEI LAVORATORI STRANIERI

MAGAZZINO CEVA/BEKO DI MONTICELLI (PC):a fronte dell'ennesimo cambio appalto, l'assemblea dei lavoratori afferma con det...
10/06/2026

MAGAZZINO CEVA/BEKO DI MONTICELLI (PC):
a fronte dell'ennesimo cambio appalto, l'assemblea dei lavoratori afferma con determinazione che non sarà tollerato alcune aggravio economico dovuto alle scelte aziendali di esternalizzazione.
BASTA pagare tasse astronomiche per i doppi CU, BASTA aspettare mesi per il pagamento di tutte le spettanze di fine rapporto!!!
Il sistema malato degli appalti è un sistema criminogeno che avvantaggia l'impresa e bastona i lavoratori.
INTERNALIZZAZIONE DI TUTTE E TUTTI.

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